Premetto che sono un fan della Bextor ormai da più di dieci anni, e questa è stata la mia prima volta alla sua prima ufficiale esibizione in Italia.
L'evento era stato annunciato da tempo dal GAY Village di Roma, il concerto era previsto per il 9 settembre, ma sappiamo la nostra Bextor ama farci attendere e l'evento è stato spostato (per vari motivi, non del tutto associati a Sophie) il giorno successivo.
Sophie a detta dei vari messaggi che pubblicizzavano l'evento sul canale facebook del Village avrebbe dovuto presentare per la prima volta in Italia il suo nuovo album : Make a scene. Questo attesissimo concerto sarebbe dovuto durare (evento facebook del village) dalle 23.30 alle 1.00.
Passate le 23.30 Sophie viene presentata sul palco, preceduta da una intro musicale. Vestitino cortissimo (come la nostra Fashion ci ha sempre abituati), cintura nera con fiocco pendente sul retro, tacchi gialli e un trucco modesto.
Le sue gambe e il suo sorriso riempiono la scena, la sua simpatia (che a detta di molti non esiste) coinvolge tutti, anche chi in prima fila non sapeva nemmeno pronunciare il suo cognome.
Parte Bittersweet e poi Take me home, la Bextor ama da subito il pubblico italiano, per lei la prima fila e piena di persone bellissime.
Dopo una piccola pausa parte il suo successo più conosciuto in Italia Murder on the dancefloor e col suo ballo (bhe lei sa di non essere una ballerina) diverte ancora una volta tutti, e poi la volta di una sua famosissima cover di Yes sir I can boogie, lei affascinante e sensuale come non mai, segue poi Get over you, altro grande successo e qui tutto il pubblico canta con lei.
Prima del finale, ebbene si non mi sto sbagliando nell'annunciarvi che questo concerto ci ha regalato solo 7 canzoni, è l'ora di una hit famosissima che l'ha portata alla ribalta : Groovejet dell'italiano Spiller.
Altra piccola pausa e l'ultima canzone il singolo dei freemasons Heartbreak, i saluti e la sua volontà di tornare ancora in Italia.
Tirando le somme, una fantastica Sophie, unica, simpatica, energica, coinvolgente.
Un gay village che ha un po illuso i suoi fan promettendo due ore di concerto a discapito degli scarsi 3/4 d'ora, la presentazione del nuovo album quando estratte da quest'ultimo solo due erano le canzoni, un concerto live senza accompagnamento strumentale, l'avranno pagata poco? Secondo me si!
Tutti ci aspettavamo la sua famosissima intro con Revolution, Not giving up on love, insomma un concerto alla Sophie.
Lei è stata unica e vederla dal vivo ha solo aumentato l'amore e la passione per questa cantante purtroppo sottovalutata, una ragazza dall'umiltà unica, gentile, bella, che ama la musica che fa, che si dedica per davvero senza realmente pensare al business che ci gira intorno.
Sperando che la EGO che la produrrà in Italia saprà farlo per bene, magari organizzando un concerto degno della nostra Sophie.



Nessun commento:
Posta un commento