venerdì 20 maggio 2011

Finti pensieri di vetro rovente

Vuote come un cielo senza nuvole,
chiuse in una gabbia di ferro e vetro,
sotto una cappa rovente di opprimenti pensieri, 
non possono più volare in alto queste amare ali.


Rose appassite di giardini selvatici, 
profumi stantii di vecchi arnesi arrugginiti
in case di campagna abbandonate,
serre di calore vano che soffocano i petali 
ormai stanchi di respirare.


La sua testa bianca come una rosa nei primi di maggio, 
le sue dita come penne sottili di ali che sfiorano l'ultimo raggio, 
di un sole ormai stanco di splendere.

E i contorni nitidi delle montagne 
e il caldo che resta in questa stanza, 
l'odore di cose inutili che rimangono 
la speranza di cose nuove che tardano.

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