venerdì 20 maggio 2011

Finti pensieri di vetro rovente

Vuote come un cielo senza nuvole,
chiuse in una gabbia di ferro e vetro,
sotto una cappa rovente di opprimenti pensieri, 
non possono più volare in alto queste amare ali.


Rose appassite di giardini selvatici, 
profumi stantii di vecchi arnesi arrugginiti
in case di campagna abbandonate,
serre di calore vano che soffocano i petali 
ormai stanchi di respirare.


La sua testa bianca come una rosa nei primi di maggio, 
le sue dita come penne sottili di ali che sfiorano l'ultimo raggio, 
di un sole ormai stanco di splendere.

E i contorni nitidi delle montagne 
e il caldo che resta in questa stanza, 
l'odore di cose inutili che rimangono 
la speranza di cose nuove che tardano.

domenica 1 maggio 2011

Nuvola

Oggi in macchina, scorrendo l'autostrada, ho avuto la fortuna dopo tanto tempo di guardare con attenzione il cielo e le lunghe distese di verde che fiancheggiavano la strada.
Poco sole, poco vento e poche nuvole.
Una di loro ha cominciato a cambiare forma, come se stesse giocando a confondere la mia fantasia.
Estraniato ormai dai discorsi in macchina ho cominciato a volare con lei, su in quel cielo fresco di primavera raffreddata, in quel mondo vuoto e limpido, soffice e acquoso.
Ho dimenticato per un bel po i problemi che appesantiscono questi vestiti, come non avevo fatto prima d'ora.