Ci sono due persone che condividono il mio corpo, due io, due me stesso.
L'uno contro l'altro.
Uno respira da più tempo e mi nasconde i ricordi, l'altro ricorda da quando vive, da pochi anni.
Nessuno capisce perché, nessuno vuole capire.
Era molto meglio non ricordare il nome delle persone, perché non sentivi nessun legame.
Era molto meglio il momento della morte che si incontrava con quello della nuova nascita.
Solo in quel momento forse ero io. Unico.
Le persone non devono compatire, e spesso anche se non vuoi, devi chiudere delle porte per non far si che il dolore che ti circonda coinvolga tutto e tutti.
Quando dimentichi i treni da prendere, prendi il foglietto o chiedi indicazioni alla gente, come se fossi un turista.
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