sabato 7 agosto 2010

Little Hope

Un'inattesa foresta nera, mentre camminavo tra la gente.
Caos-Silenzio.
Una schiera di alberi, alti.
Muovevano le loro foglie.
Soldati senza armi.
Alt.
Guardavo il cielo, trasparente.
Bombe.

Cominciare un blog è sempre faticoso, non so perché, non oso chiedermelo.
Stavolta mi hanno convinto e ne sono contento.
Spiattellare pensieri, storie che la mia mente tesse lentamente insieme al cuore, al sangue.
Piano piano devono anche uscire, prendere aria, scoprire gli occhi di altre persone: essere osservate, lette, criticate, odiate. CONSUMATE.
E' un po come parlare con se stessi, e l'attimo dopo con un clik essere nella vetrina multimediale agli occhi di un amico, un parente, un assassino, bhe anche di nessuno.
Lentamente si cresce e le storie che abbiamo dentro hanno bisogno di essere eliminate, svendute.
Scrivere per me è come trovarmi in una foresta di pensieri, cercare l'albero perfetto da incidere, per avere un punto di riferimento, crearmi uno scenario che spinga le mani a scrivere, a battere incessantemente sulla qwerty.
Trasferimento dati attivato.
Spero che gli uomini cattivi che uccidono gli alberi non arrivino alla mia mente.
Temo una deforestazione.
Solo mio. Un po vostro.
Solo per oggi.
Little Hope.

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